Istruzioni per raccontare l’Aglianico

aglianico cappellidi Giuseppe Granieri | @gg

Anche questo è un tema che ci sta molto a cuore perché (oltre alla ricerca cui vi accennavamo) stiamo stiamo preparando un report per analizzare come viene comunicato il nostro Aglianico (che è certamente una delle eccellenze della Basilicata).
Ma ne parleremo nei prossimi giorni. Oggi, intanto:

Non serve il vino per raccontare il vino
In un pezzo su Forbes, Cathy Huyghe racconta una cosa che lei stessa definisce «controintuitiva»: per raccontare il vino devi pensare meno al vino (cosa che viene invece naturale e chi vive dentro il settore) e più alla comunicazione. Dice: «pensa e leggi altre cose. Concentrati più sulla comunicazione e meno sul vino».
È una lezione che noi che raccontiamo da 20 anni la tecnologia (e l’editoria) abbiamo imparato presto: nel nostro caso, raccontare le tecnicaglie non aiuta mai la comprensione. Il nostro cervello ragiona per analogie, per stimoli, per i famosi «paragoni a cosa nota», ovvero su quelle parti del racconto che ci aiutano a inserirlo nella narrazione della nostra vita.

Poi, citando Dave McIntyre del Washington Post, Cathy fornisce un’istruzione molto chiara: «diventare un comunicatore del vino significa diventare un miglior comunicatore in generale. Punto». Come dire: gli aspetti tecnici, specialistici, difficilmente emozionano i tuoi clienti.
Quello che serve è raccontare storie che emozionino, che invitino a provare il tuo vino, a viverlo come esperienza.
D’altro canto la ricerca, da anni, ci dice che le scelte del consumatore non sono mai razionali.

Raccontare le storie
Il pezzo di Cathy raccoglie pareri ed esempi interessanti di vari influencer, recensori e sommelier internazionali. E merita i tre minuti di lettura: 8 Books For Wine Communicators (That Are Not About Wine)

Nella foto, invece, trovi proprio una bella storia: l’edizione francese del libro (di grande successo) di Gaetano Cappelli: Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo

A margine: dove si raccontano le storie oggi
Seth Godin, che è uno dei mostri sacri del marketing come pensiero contemporaneo, raccontava l’altro giorno di una trasformazione molto interessante. È un breve post su cui riflettere, perché ragiona sul passaggio dal mass-market dei mass-media al micro-market della realtà di oggi.
Eccolo qui: Mass production and mass media

E se la settimana scorsa proponevamo qualche stimolo sulle ragioni per cui anche le piccole e medie aziende devono usare bene i social, perché è lì che avviene oggi il racconto e la discovery, qui c’è un breviario molto interessante da studiare.

E c’è poco da fare, la contemporaneità ci obbliga a studiare. Non si cresce, come territorio, senza studiare. E -sad but true- spesso per studiare serve leggere in inglese e guardare a ciò che succede oltreoceano: A Beginner’s Social Media Guide for Small Businesses

1 comment on “Istruzioni per raccontare l’Aglianico”

  1. Pingback: Istruzioni per raccontare l’Aglianico (e il vino in generale) » Giuseppe Granieri

Comments are closed.